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index  »  arrampicare » portreto  29.11.2021   tandemové lety lezenie klettern arrampicare
PORTRETO

Sono nato nel 1979 a Lovčica-Trubila (distretto ZH in Slovacchia). Ho passato una bellissima infanzia in famiglia.
Al liceo, ho conosciuto il professor Emil, che mi ha guidato nei miei primi passi nel mondo dell’arrampicata. Mi ricordo ancora nel suo studio il manifesto delle Tre Cime di Lavaredo, che rappresentavano per me, in quel momento, una meta irraggiungibile. Mi sento ancora in debito con lui per la sua pazienza e l'incoraggiamento ricevuto nell’affrontare le prime vie da capo-cordata…

Dopo il liceo ho affrontato i miei primi passi autonomi nel mondo dell'alpinismo: in quegli anni l'area montuosa più facilmente raggiungibile da casa mia erano i selvaggi Monti Tatra. Con  Žiarska, un mio amico del locale Club Alpino, ho perlustrato a fondo questa catena montuosa. Ricordo ancora serate meravigliose con grigliate, birra e con la chitarra. A quel tempo, il mio più grande sogno era poter salire la via Comici alla cima Grande di Lavaredo.

Con il passare degli anni l'amore per l'avventura e per gli spazi aperti cresce costantemente portandomi a sperimentare anche il volo con il paragliding. Ma la passione per il verticale in tutte le sue forme prevale. E, sempre guidato dai miei sogni e dai miei progetti, con costanza e meticolosità riesco a progredire migliorando progressivamente il mio livello tecnico e atletico.


Foto: Markus Prantl.

A 27 anni mi trasferisco in Italia per lavoro. Mi avvicino così alle grandi pareti dei miei sogni, le Dolomiti. Entro subito in contatto con la locale comunità di arrampicatori, e con loro frequento le falesie dell'area alpina giù, fino al paradiso di Arco: già in quei primi anni  riesco a realizzare due sogni: con Jana, infatti, riesco a salire, tra le altre, anche le famose Moderne Zeiten e la Via attraverso il Pesce, entrambe in Marmolada.

Ma la montagna mi affascina anche e, forse, soprattutto d'inverno: sento il desiderio di vivere delle avventure nella stagione più severa. Con Markus Huber affino le mie capacità con piccozze e ramponi, attrezzi con i quali affronto anche salite in “dry-tooling”. Trovo questa disciplina estremamente formativa ed all'arrivo della buona stagione affronto le vie alpine con una nuova consapevolezza ed uno stato fisico di grazia. Con Markus, in quell'inverno 2010, salgo la via Ice Age classificata M13, salita che mi vale l'assegnazione del Silver Award da parte del Club Alpino Slovacco. Divento anche membro della squadra nazionale Slovacca.

Nell'inverno successivo (2011) con Markus decidiamo di affrontare la “grande trilogia”, le 3 vie di ghiaccio e misto, a più tiri, più difficili delle Alpi. Per prepararci saliamo, vicino a Innsbruck, “Tension” (M12+), “Game Over” (M13), “Encore” (M12+/M13) e, buona ultima, “Law & Order” (M13), all'epoca la più difficile via di dry-tooling al mondo.
E finalmente siamo pronti per la grande trilogia. Le prime due vie si trovano in Val di Cogne. Sono “Empire strikes back” (M10+/WI6) e “Jedi Master” (M11/WI5), vie con caratteri diversi ma entrambe di estremo impegno fisico e psichico. La terza via “Illuminati” (M11+/WI6+) si trova in Vallunga (laterale della Val Gardena) e delle tre è sicuramente la più difficile. Era già marzo e le temperature stavano alzandosi pericolosamente: agli ultimi 10 metri della 4a lunghezza, dopo enormi difficoltà, mi sono dovuto arrendere: le stalagtiti di ghiaccio intorno a me stavano cedendo e le piccozze, in quel ghiaccio, non tenevano più: dell'intera trilogia mi mancano gli ultimi dieci metri, ma va bene così! Nell'ultimo scampolo d'inverno c'è ancora spazio per “Dolasilla” (M13-) sicuramente una delle più belle vie che ho salito.

Il 2012 inizia in compagnia di Wolfgang Hell: insieme apriamo una nuova via sul Sassolungo, Cold Fusion (7-/WI5 + / M8 1000m) un’invernale molto dura per la quale ci viene assegnato il moschettone d’ argento. Proseguendo la stagione mi riescono alcuni itinerari di arrampicata sportiva fino all’ 8b e, arrivata l’estate, affronto con Ivan la via Camillotto Pellesier (difficoltà fino al 8a +) nelle Tre Cime. Di Lavaredo.

L'inverno 2013 mi vede ancora in azione con le piccozze. Salgo “Senza Piombo”, M10 e, a febbraio, visita in Polonia a Zakopane per scalare “Bafomet” classificata M14. A marzo insieme a Palo Sulak riesco poi ad effettuare la prima salita in libera (sempre con tecnica “dry-tooling”) della via Konigsdach, (400 m. difficoltà fino a M15) che è attualmente la via più difficile di misto/dry-tooling negli Alti Tatra.

E siamo giunti ai nostri giorni. Riponendo momentaneamente le piccozze non dimentico di affinare forza e movimento spaziando dal bouldering alla falesia (dove ormai riesco a ripetere numerosi itinerari di 8a a vista e di 8b anche in soli 2-3 tentativi), sempre in compagnia del mio gruppo di amici con i quali ci carichiamo e motiviamo a vicenda.

E sempre e ancora con mille sogni da realizzare...

Vlado Linek © 2021 Pavol Rajčan 32877